RAMELLO  2002

 

Storia: 

            Ramello, frazione del Comune di Cambiasca ( VB ),  attualmente conta circa 300 abitanti e si trova all'ingresso della Valle Intrasca a circa 300 metri d'altezza. Paesino con caratteristiche montane, è l'unico ad essere posto al centro della valle mentre tutti gli altri paesi ( Caprezzo, Intragna, Scareno, Aurano a sinistra ed Esio a destra), sono sulle pendici dei monti circostanti. 

            Questo piccolo borgo venne creato attorno al 1400 da dei frati che si insediarono nella valle e costruirono prima un convento, poi una chiesa. Dopo questo, si narra che vennero costruite le famose gallerie, che collegavano il convento alla chiesa. (alcuni maliziosi dicono che c'era anche un convento di suore collegato a queste gallerie). La prima casa civile sembra sia stata eretta da certi Tommaselli originari del Lazio poi vennero le famiglie Motella e Bordini. Con l'andar del tempo l'agglomerato si sviluppò fino ad essere il capo via per le genti che transitavano dalla valle verso Intra. Le risorse di vita del luogo sono sempre state basate su una economia commerciale, boschiva, agricola e di allevamento. Ramello contava diversi mulini per la macina delle granaglie, fabbri ferrai, artigiani che costruivano telai per tessere la tela ed altri tessuti, tre mercerie, tre calzolai, due grandi forni per il pane e sei osterie. Tra queste la più famosa era quella della Mazza; tutti i sabati le specialità erano trippa o pasta e fagioli. Fu un importante centro commerciale proprio per il traffico tra i paesi della valle e Intra. Si racconta che i valligiani partivano alle quattro del mattino per arrivare a Intra alle otto. Nel ritorno la fermata d'obbligo era Ramello e qui mangiavano e bevevano a sazietà.

Attorno al 1500 scoppiò un epidemia di lebbra che fece moltissime vittime. Gli abitanti della vallata si riunirono a pregare per molto tempo e quando la situazione tornò alla normalità, vennero erette due chiese, una a Ramello ed una a Caprezzo dedicate a San Rocco.    Ancora oggi possiamo vedere all'interno delle chiese i quadri di pregevole fattura, raffiguranti San Rocco mentre cura i lebbrosi. 

                            Borgo medioevale, si sviluppò particolarmente nel '700 per la sua miniera di rame; infatti si racconta dell'abate Moretti che passando da queste parti dicesse << ebbe forse il nome dalla vicina miniera di rame che appiè del monte si cavava mezzo secolo fa, e che ora è trascurata sebbene il filone assai si estenda. E' rimarchevole che nel luogo del filone mai non si ferma la neve >>. 

                              

 Dal 1900, iniziò per gli uomini di questa valle un'emigrazione verso le vicine Svizzera e Francia alla ricerca di lavoro. Fu questo a far sì che le donne  si  facessero carico  di  accudire  il  bestiame  portandolo  in  primavera sugli alpeggi circostanti il Pian Cavallone e  Miazzina rimanendoci fino ad autunno inoltrato. Occasionalmente si scendeva a valle portando al mercato, per la vendita,  burro e latticini prodotti nelle casere.

                                                                                   Nonna  Rosetta    (1881-1995)  104 anni                                       

 

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